sabato 5 novembre 2016
Il terrorismo, la vera maschera della morte di Hafez Haidar
Hafez Haidar
Il terrorismo è la vera maschera della morte.
L’estate scorsa, a Beirut , un amico mi ha raccontato di una discussione tra suo zio, lo Sceicco Hassan, che è un ulami, cioè uno scienziato della legge coranica “Shari’a” e un sostenitore del terrorismo.
Hassan, dopo aver ultimato la preghiera del Venerdì, si è recato in una caffetteria per scambiare qualche parola con gli amici e fumare in santa pace il Narghilé. All’improvviso è spuntato dinanzi a lui Ahmad, un giovane robusto, che con fare furioso ed arrogante gli ha detto: ”Vecchio maestro che predichi l’Islam nella moschea, non fai altro che parlare e costruire castelli sulla sabbia. E’ giunto il momento di agire, di sterminare gli ebrei e i cristiani dell’Occidente che continuano a sfruttare le nostre ricchezze, estraggono il nostro petrolio e il nostro gas e poi ce li vendono a caro prezzo. Con il denaro e le armi aiutano i dittatori a sottomettere il nostro popolo. Tu cosa fai? Sorridi e non prendi posizione! Predichi un Islam moderato, aperto al dialogo. Con chi pretendi di dialogare?”
“Io predico la pace. Il nostro Profeta ci ha insegnato a rispettare anche chi appartiene ad una fede diversa dalla nostra, ci ha insegnato a non uccidere nessuno, sia esso musulmano, cristiano o ebreo. Maometto disse: - La fede islamica consiste nel fatto che tu creda in Dio, nei suoi Angeli, nei suoi libri, nei suoi inviati, nel giorno del Giudizio, nella Resurrezione dopo la morte! -".
“Sei vigliacco e codardo! Citi il nome del nostro Profeta invano per nascondere le tue paure. Bisogna eliminare al più presto ebrei e cristiani portatori del male. Mi hai insegnato che bisogna rispettare ed amare la donna, ma i miei fedeli amici mi hanno dimostrato che le donne sono inferiori e che valgono un quarto degli uomini.”
“Maometto affermò: - Il Paradiso è sotto i piedi delle madri -”.
Dopo aver sospirato tristemente, lo Sceicco ha aggiunto: "Il Profeta ci raccomandò: - Ama tua madre, tua madre, tua madre e poi tuo padre - Non dimenticare che egli venerava Maria, la madre di Gesù, come testimonia la sura di Mariam."
“Parli così perché hai paura di entrare nel Califfato e non vuoi far parte dei giusti?“
“I giusti non uccidono, né violentano le donne, né vendono le ragazze ad un prezzo vile. In Siria e in Iraq, se una giovane ha occhi azzurri, viene venduta dall’Isis per 30 dollari, ma se ha gli occhi castani, il suo prezzo vale 20 dollari o al massimo 22. Per amore di Allah, questo lo chiamate Islam?”
“Le donne sono inferiori, perciò è giusto che siano considerate un bottino da spartire tra i fratelli che lottano per una nobile causa”.
“E tu chiami fratelli quegli assassini mercenari? Il Profeta ci ha insegnato che chi sparge il sangue di un uomo innocente ha ucciso tutta l’umanità e ci ha incitato ad amare i suoi fratelli, figli di un unico Dio Creatore, Compassionevole e Misericordioso”.
“Vieni con noi, altrimenti un dì te ne pentirai. Uccidi con noi i Francesi e gli Inglesi che ci hanno colonizzato in Siria, in Giordania, in Egitto e nei Paesi del Maghreb, ci hanno trattato come cani e hanno abusato delle nostre donne”.
“Il passato delle nazioni è pieno di amarezze, sofferenze, lacrime e dolori. Dobbiamo guardare verso il futuro, dobbiamo apprendere dall’Occidente i frutti della cultura e della democrazia e gettare al vento ciò che riteniamo non adatto ai nostri usi e costumi”.
“Proprio la scienza degli Occidentali ha distrutto il nostro Paese e ti ha fatto perdere la testa!”.
“Ricorda le parole del Profeta: - Chiedi di apprendere la scienza anche se è in Cina, perché la scienza è il tuo abito e la tua forza. Gli eruditi sono i custodi delle creature per ordine di Allah. Se chiedi consiglio ad un erudito, la sua mente sarà tua. Gli eruditi sono i custodi delle creature per ordine di Allah -”.
“Dimmi, grande sapiente, chi è il vero musulmano?”.
Maometto disse: "Il musulmano è fratello dei suoi simili: non li opprime né li umilia. Il musulmano è colui che salva i musulmani dai colpi della sua lingua e della sua mano”.
“Bugiardo, unisciti a noi per restituire all’Islam la sua vecchia gloria. Ai tempi dei califfi Omayyadi (661-750) ed Abassidi (750-1258) dominavamo il mondo intero ed ora è giunto il momento di issare la bandiera di Allah ovunque”.
“L’Islam non è il frutto della violenza, del fondamentalismo o del razzismo, ma si basa sulla giustizia, sulla fratellanza universale, sull’uguaglianza tra fratelli e sul perdono. Ti rammento le parole del Profeta: - La pietà di Dio è riservata all’uomo che ha aiutato suo fratello - ”.
“Perdono, cultura, amore, tolleranza, che razza di parole stai pronunciando? Vieni a costruire con noi un vero califfato, grande e potente, temuto da tutti”.
“Io non riesco nemmeno a capirti. Voi che edificate l’Islam sugli scheletri degli innocenti, quando vi presenterete a Dio nel giorno del Giudizio Universale, cosa Gli direte? Abbiamo ammazzato o sgozzato davanti alle telecamere uomini e donne innocenti per guadagnare il Paradiso, per avere tante spose sdraiate sui materassi di pura seta e per vivere nei castelli sfarzosi dove scorre miele o latte?”.
“Con te non si può ragionare. Secondo te, chi è al Baghdadi?”.
“Il califfo dovrebbe incarnare l’ombra di Dio sulla terra, sotto la quale ogni oppresso potrebbe rifugiarsi. Il tuo grande capo, al contrario, incita i suoi seguaci ad uccidere, a farsi esplodere tra civili inermii. Questo è il vero volto del tuo benamato califfo?”.
“Maledetto, il califfo al Baghdadi non è un oppressore! Anche se cerchi di farmi cambiare idea, io seguirò le orme degli eroi!”.
“Chiami eroi gli uomini di al-Qaeda che hanno distrutto le Torri Gemelle l’11 settembre 2001 o coloro che hanno ammazzato a sangue freddo i giornalisti di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015, oppure i terroristi che hanno massacrato degli innocenti nel teatro Bataclan il 15 novembre 2015? E cosa mi dici riguardo alle bombe umane che si sono fatte esplodere a Bruxelles il 22 marzo 2016 e al camion bianco che ha causato la morte di tanti bambini e donne a Nizza il 14 luglio 2016? Al Qaeda e l’Isis con le loro stragi hanno ucciso anche numerosi musulmani. Nel crollo delle Torri Gemelle sono morti musulmani, cristiani ed ebrei, inoltre la prima vittima del maledetto camion bianco di Nizza è una musulmana. Definisci eroici questi atti malefici?".
Il giovane esaltato ha scosso il capo e ha ribattuto: ”Bugiardo, non sei diverso dagli altri!”. Detto ciò, ha spinto lo sceicco facendolo cadere a terra, poi lo ha colpito con un calcio dicendo: "Vedi, nessuno ti aiuta perché sei un codardo!”.
Lo sceicco ha esclamato: "Addestrate i bambini per sgozzare i giornalisti, gli ingegneri, i medici dinanzi alle telecamere. Questo non è Islam!”.
“Noi puniamo anche i bambini disobbedienti ed infedeli”.
“Maometto ha insegnato: - Chi non ama i bambini non riceverà l’amore di Dio - Pentiti, pentiti!”.
Poco dopo, si sono uditi due colpi d’arma e il giovane è scappato lasciando il suo maestro in un bagno di sangue.
Il terrorismo è il morbo dell’umanità, è l’arma letale di coloro che seminano l’odio, la violenza, l’atrocità, l’orrore nei cuori dei deboli, degli inermi.
I terroristi sono uomini spinti dal fondamentalismo sfrenato e irragionevole, dal razzismo e dall’ignoranza ad uccidere, a distruggere, a seminare ovunque panico e orrore. Accecati dall’odio e dalla vendetta, cancellano i sogni dei bambini e delle loro madri e deturpano le bellezze create da Dio e dagli uomini. Il dolore e il pianto degli innocenti costituiscono per loro occasione di festa, motivo di vanto e di gloria.
giovedì 3 novembre 2016
BookCity, 4 poli intorno al Castello Per Milano oltre mille eventi
Al via la quinta edizione dal 17 al 20 novembre, con un cuore al Castello Sforzesco Centinaia di ospiti: tra loro Elif Safak, Clara Sánchez, Roberto Saviano
di IDA BOZZI
Una quinta edizione con un cuore: non che prima non l’avesse, ma quest’anno Book City Milano cambia struttura e si organizza intorno al nucleo del Castello Sforzesco, che sarà appunto il cuore della rassegna, e a quattro «punti cardinali» dedicati ad altrettanti ambiti diversi; più una quantità di eventi diffusi come sempre in città ma intorno a «focus tematici» comuni.
Mentre diventa più grande, quindi, BookCity mette ordine tra
gli oltre mille eventi che si svolgeranno dal 17 al 20 novembre, come è
stato annunciato ieri alla presentazione milanese: dentro la nuova
cornice, dibattiti, mostre e conversazioni con un numero conseguente di
scrittori e poeti, e la maratona finale di lettura che durerà una notte.
Eccoli, i nuovi poli di Bcm: al museo Mudec e al Base Milano il tema sarà Le identità, l’incontro
e qui si svolgeranno gli incontri delle comunità straniere e dei
giovani, presenti musicisti e youtuber come J-Ax e Sofia Viscardi, e
scrittori come Erri De Luca e Hafez Haidar, tra i molti. In Triennale il
tema sarà Le mille e una storia,
e qui troveranno spazio narrazioni e racconti di tutti i tipi, a
partire dal reportage con cui si aprirà venerdì 17: citiamo il convegno
su Fotografia e giornalismo organizzato dalla Fondazione Corriere e la grande mostra Fotostoria dei fotografi de «La Lettura»; inoltre gli incontri di sabato con Alessandro Baricco e Glenn Cooper.
Altro punto cardinale sarà il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, sul tema Futuri possibili, con scienziati come Roberto Cingolani e scrittrici come Joanne Harris e Licia Troisi. Al Teatro Parenti il tema sarà La fabbrica dei valori
e si parlerà di etica e di economia: tra gli ospiti, il filosofo
Jean-François Bailly, lo scrittore Ildefonso Falcones, tra gli eventi il
dibattito su Heidegger con Sarah Bakewell, Mauro Bonazzi, Armando
Massarenti e Gianni Vattimo, ma anche il reading L’ora del sesso con Francesco Piccolo ed Elena Stancanelli.
Intorno, i «focus tematici» e centinaia di eventi diffusi:
tra i molti, sabato 19 l’incontro con Luis Sepúlveda alle Gallerie
d’Italia e il ricordo di Maria Grazia Cutuli in Sala Buzzati e Ispi;
domenica 20 Roberto Saviano al Teatro Carcano e la festa de «la Lettura»
in Sala Buzzati; tra sabato e domenica una notte ai Laboratori del
Teatro alla Scala, in cui 500 persone daranno voce al reading Le voci della città, a cura di Daniele Abbado, dalle Città invisibili di Italo Calvino.
«Non è bulimia eventistica ma la risposta alle richieste
venute da decine di cellule vitali della cultura in città», ha spiegato
ieri alla presentazione Piergaetano Marchetti, presidente della
Fondazione Corriere della Sera, una delle quattro istituzioni — con
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto e Elisabetta
Mauri, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori — che ha dato vita al
Comitato, quest’anno diventato la nuova Associazione BookCity, che
promuove il festival assieme al Comune. E ha concluso Marchetti: «Queste
cellule vitali sono librerie, teatri, musei, ospedali, scuole, circoli,
per citare solo alcuni dei polmoni culturali di Milano». E sono i
luoghi in cui altre decine di eventi prenderanno vita.
Allo spirito della rassegna che promuove la lettura e la cultura,
si è riferito ieri anche Achille Mauri, presidente di quest’edizione
2016. Mauri ha ricordato anche alcune grandi figure della città
letteraria ed editoriale: «Ci mancherà moltissimo la disponibilità di
Umberto Eco — ha affermato — che da casa attraversava la strada per
venire a presentare uno dei suoi incontri al Castello; ci mancherà
moltissimo Dario Fo, con la sua passione e voglia di darsi. E Cristina
Mondadori, che è stata amica di un’intera generazione del mondo della
cultura».
Proprio ricordando la figura di Cristina Mondadori,
scomparsa l’anno scorso, l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha
annunciato «un’importante donazione di Luca Formenton alla
manifestazione, in memoria della madre Cristina» e ha ringraziato
l’editore (uno dei fondatori dell’Associazione BookCity) da parte della
città.
Non vi sono stati invece accenni, se non pacati, alla vicenda che ha diviso i due eventi del libro di
Torino e di Milano. Marchetti vi ha alluso durante la conferenza
dicendosi comunque «lieto di collaborare con una nuova iniziativa», così
come Luca Formenton a margine della presentazione ha spiegato di «non
essere contrario alla proliferazione degli eventi».
24 ottobre 2016 (modifica il 26 ottobre 2016 | 19:31)
© RIPRODUZIONE RISERVATAmartedì 1 novembre 2016
Mika Vlacovic Vladisavljevic
Bitno je da u sebi imam mir i kada kljuca sve oko mene ,cuvam se svojih reci jer rec se ne moze vratiti ona ostavlja zig u dusi onoga kome je upucena i onoga ko ju je izgovorio i povukao sam se ,umoran sam,star sam a i zdravlje je posustalo...nikome nisam potreban cak ni progoniteljima mojim,a tebi tako mladom ,snaznom,neumornom da pokoris sve koji ne misle i ne zive kao ti,zelim reci da ne trosis svoju snagu slamajuci moje dostojanstvo jer ja nista drugo sem toga i nemam ,i znaj da treba da cuvas sebe bas onako kako nas sve cuva Tvorac nas ljubavlju.Ti ces se secati,na svu tvoju srecu,mojih reci ja tvoja dela necu pamtiti jer koliko vidim nakanio si se da uzmes zivot koji i nije moj vec dar Tvrocev-iz neobjavljenog romana "Jagnjeci grob",
Mika Vlacovic Vladisavljevic
Fashion INtelligence venerdì 18 Novembre 2016 FONDAZIONE GIANFRANCO FERRE’ – MILANO
FashionINtelligence è una visione che ci apre a nuove opportunità di dialogo nel progettare e comunicare con la MODA. È la chiave di lettura che unisce la teoria con la pratica, indispensabile unione che crea i valori AUTENTICI nella Moda.
Ritrovando la consapevolezza del territorio si possono impostare e raggiungere obiettivi di qualità.
Distinguersi vuol dire essere consapevoli dei propri valori e poterli esprimere al meglio.
FashionINtelligence, oltre ad essere un LIBRO, è il messaggio che plasma: la MODA è un Modo di Essere nel Mondo.
Nasce come bisogno attuale, acuto e cronico allo stesso tempo. Sulla scena internazionale della Moda, un male comune, "male banale", sta favorendo la dispersione dell'IDENTITÀ PERSONALE e, di conseguenza, contaminando l'INTEGRITÀ comunicativa dei creativi.
Lo stimolo che cerchiamo di VALORIZZARE è la CONSAPEVOLEZZA di ABILITÀ che precede le nostre scelte sul modo in cui vogliamo apparire e su cosa vogliamo comunicare.
La SENSIBILITÀ che fa la differenza per chi ascolta, segue e compra e per chi propone, stimola e vende.
6 autrici - 6 studiose e i loro punti di vista
Con un contributo di Rita Airaghi Direttore Fondazione Gianfranco Ferré
Pubblicato nel mese di giugno 2016 dalla casa editrice Edizioni dal Sud di Bari
Il progetto Fashion Intelligence nasce da un gruppo di studiose, artiste e comunicatrici che propongono una visione dinamica e propulsiva della moda nell’epoca contemporanea.
Psicologia, mediologia, cultura visuale, studi culturali, arte e creatività sono i territori interconnessi in cui le autrici dispiegano la loro originale prospettiva.
Il Libro si offre come un contributo di riflessione attiva per chiunque voglia leggere, interpretare, agire nella moda e nella società con la consapevolezza che IL SUO FUTURO SIA ORA.
Patrizia Calefato _ Moda: Criminal minds? Docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e nel Centre for Fashion Studies dell’Università di Stoccolma.
Claudia Attimonelli _ La banalità del malessere:junkie.Estetica del disagio e dell’anomia nella fotografia di moda Docente di Cinema, Fotografia e Televisione all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, redazione Les Cahiers européens de l’Imaginaire Sorbonne – Parigi.
Florisa Sciannamea _ La camiciabianca di Gianfranco Ferré rivisitata come Valore nell’Intelligenza della Moda Fashion designer, scenografa, docente di Storia dell’arte, costume, collezioni moda.
AndrijanaPopovic _ La Moda come inizio della fine e fine dell’inizio Psicologa specializzata in Psicologia della Moda. Ideatrice e curatrice del libro.
Smiljana Grujic _ Moda, drammatica firma d’amore Psicologa, psicoterapeuta, formatrice e coordinatrice del programma Unicef “Save the Cildren” in collaborazione con la Fondazione Novak Djokovic, progetto Mind-Up.
Sofija Pajic _ Fashion-able, co-progettando l’architettura del Sé Psicologa, ricercatrice all’Università di Amsterdam, si occupa di sviluppo e validazione psicometrica dei diversi sistemi di assessment e di formazione on-line.
Conferenza del prof. Francesco Lenoci a Lecce l’11 dicembre 2016
“IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE”
don Tonino Bello
L’esortazione di Don Tonino “IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE” non può lasciarci indifferenti specie ai giorni d’oggi dove sembra ci sia una generale rassegnazione alle sorti del mondo.
Il clima di insicurezza e paura che gli attuali avvenimenti internazionali hanno instaurato nella società ha effetto su tutti, in particolare sui bambini e sui più fragili e puri di cuore. Ciò crea l’esigenza di offrire un contatto con questa realtà che offra stimoli per la formazione di cittadini di una società sempre più multiculturale che viva in un clima di pace e di dialogo continuo.
La cultura alla pace oggi deve diventare centro di aggregazione in cui si possa vivere la diversità come arricchimento e non come disagio. La ‘mondializzazione’ produce, da un lato, un maggiore contatto tra culture diverse ma, dall'altro, suscita reazioni di paura e di chiusura 'nel proprio guscio', che facilmente sfocia nell'intolleranza, nell'emarginazione, nella guerra.
La cultura alla pace deve perciò creare dei nuovi cittadini che siano in grado di affrontare i problemi creati dalla convivenza di culture, religioni, politiche diverse.
L’associazione VerbumlandiArt si fa portavoce
dei valori culturali delle varie nazioni, dei sentimenti di collaborazione e di pace che, pur nel rispetto della propria identità etnica e culturale, possono nascere soltanto dall'empatia con ciò che è diverso e dal confronto con l'altro. annuncia la conferenza del prof. Francesco Lenoci a Lecce l’11 dicembre 2016, presso il Monastero delle Benedettine, che non vuole essere solo una commemorazione, ma anche un atto di coscienza e responsabilità perché dobbiamo svellere le tre pietre che scatenano una cultura di guerra:
1) profitto, nel senso di tentazione economica;
2) potere, nel senso di tentazione politica;
3) prodigio, nel senso di tentazione fatalistica.
(don Tonino Bello)
don Tonino Bello
L’esortazione di Don Tonino “IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE” non può lasciarci indifferenti specie ai giorni d’oggi dove sembra ci sia una generale rassegnazione alle sorti del mondo.
Il clima di insicurezza e paura che gli attuali avvenimenti internazionali hanno instaurato nella società ha effetto su tutti, in particolare sui bambini e sui più fragili e puri di cuore. Ciò crea l’esigenza di offrire un contatto con questa realtà che offra stimoli per la formazione di cittadini di una società sempre più multiculturale che viva in un clima di pace e di dialogo continuo.
La cultura alla pace oggi deve diventare centro di aggregazione in cui si possa vivere la diversità come arricchimento e non come disagio. La ‘mondializzazione’ produce, da un lato, un maggiore contatto tra culture diverse ma, dall'altro, suscita reazioni di paura e di chiusura 'nel proprio guscio', che facilmente sfocia nell'intolleranza, nell'emarginazione, nella guerra.
La cultura alla pace deve perciò creare dei nuovi cittadini che siano in grado di affrontare i problemi creati dalla convivenza di culture, religioni, politiche diverse.
L’associazione VerbumlandiArt si fa portavoce
dei valori culturali delle varie nazioni, dei sentimenti di collaborazione e di pace che, pur nel rispetto della propria identità etnica e culturale, possono nascere soltanto dall'empatia con ciò che è diverso e dal confronto con l'altro. annuncia la conferenza del prof. Francesco Lenoci a Lecce l’11 dicembre 2016, presso il Monastero delle Benedettine, che non vuole essere solo una commemorazione, ma anche un atto di coscienza e responsabilità perché dobbiamo svellere le tre pietre che scatenano una cultura di guerra:
1) profitto, nel senso di tentazione economica;
2) potere, nel senso di tentazione politica;
3) prodigio, nel senso di tentazione fatalistica.
(don Tonino Bello)
lunedì 31 ottobre 2016
Joanna Scott - A big thank you
A big thank you
To you lovely people
who like my poetry
an extra special thank you
is sent to you from me
I never forget about you
it's takes to many hours
to sit and answer every one
it's beyond my magical powers
So from the bottom of my heart
I thank you once again
for dropping by for a visit
in the sunshine or the rain
(C) Joanna Poetry Author
domenica 30 ottobre 2016
Δημήτρης Π. Κρανιώτης, Ποιήματα - Dimitris P. Kraniotis: Poems in Greek
ΑΥΛΗ ΧΩΡΙΣ ΣΙΩΠΕΣ
Έσπασε η γλάστρα
με τις σιωπές,
ψήλωσε η αυλή μας,
χάθηκε σε ζιζάνια το ψες,
γέμισε με θεούς ο κήπος
κι άνθισε απόψε η κραυγή,
μόνη πια δεν θυμάται,
αν το σκοτάδι φώτισε
υφαίνοντας αυταπάτες,
αν ο ήλιος βάλτωσε
σε ρίζες Ερινύων.
`
*
ΜΕΤΑΚΟΜΙΣΗ
Γυμνοί πια,
χρώματα ντυθήκαμε,
λέξεις και φωνές γδύσαμε,
τυφλοί πια,
το φως ήπιαμε,
το θάνατο κολυμπήσαμε,
με αλκοόλ και τσιγάρα
στις αποσκευές
ψευδομαρτυρήσαμε,
ποιοι είμαστε ξεχάσαμε,
πάνω σ’ ένα πουλί
τη ζωή μας χτίσαμε
και ξαναπετάξαμε,
απλώς μετακομίσαμε.
`
*
ΠΑΖΛ
Να γεννιέμαι στο δάσος
από νερό και χώμα.
Δέντρο να γίνομαι
σκορπίζοντας τα φύλλα.
Να αιωρούμαι ανίερα
ως παζλ στον αέρα.
Να με τρώνε τα πουλιά
ως ρυτίδες με χρώμα.
Ν’ αναζητώ
με “Silver Αlert'
δίχως όνομα
εμένα.
`
*
ΤΟ ΚΟΚΚΙΝΟ ΠΟΙΗΜΑ
Κόκκινο έβαψα
τον ουρανό,
μέρες που μ’ έχασα
και μ’ απαρνήθηκα,
γελώντας αναίτια
τις έζησα.
Κόκκινο έβαψα
το νερό,
σε δάκρυα μ’ έπνιξα
και με διέσωσα,
ξεχνώντας τύψεις
με ξεγέλασα.
Κόκκινο έβαψα
το ποίημα αυτό,
με λέξεις μ’ έσβησα
και μ’ ανέστησα,
γράφοντας μ’ αίμα
μ’ εκδικήθηκα.
`
*
ΧΩΜΑΤΑ ΚΑΙ ΧΡΩΜΑΤΑ
Έσπασα μέσα μου
δυο ποτήρια κρασί,
και τρεις κούπες τσάι,
μα δεν έκοψα το ψωμί
με το μαχαίρι
που πισώπλατα
κάρφωσα τη λογική μου,
το βράδυ που ξέφυγε
η ανάσα μου
απ’ το μετέωρο γιατί,
όταν αράχνη έγινε
και παγίδευσε
χώματα και χρώματα
που η ζωή γεννάει
και τυραννάει
καταραμένες ώρες
έμπνευσης και θανάτου.
`
*
ΕΝΔΕΛΕΧΩΣ
Μια με έγραψα,
μια με έσβησα,
εφιάλτες ερείπια
διέγραψα
(εσκεμμένα κοιμήθηκα),
μνήμες στηρίγματα
χάραξα
(ενδελεχώς ξύπνησα),
με καινούργια χρώματα
την αυγή
με ζωγράφισα,
μα δεν τέλειωσα ακόμη
κι ας πίστεψα.
`
*
ΠΑΝΤΟΣ ΚΑΙΡΟΥ
Προφταίνω να φύγω
μα υπομένω,
σαν κλάδεψα
λίγα χρήματα
για μπρέκφαστ αναψυχής.
Μάταια διακόπτω
τον ειρμό μου
με τάιμ άουτ
κι απρόσεκτα
θερίζω το χρόνο.
Με ποινές παντός καιρού
τον αποκαθηλώνω.
`
**********************************************************
Σύντομο βιογραφικό:
Ο Δημήτρης Π. Κρανιώτης είναι ιατρός παθολόγος και ποιητής από τη Λάρισα. Έχει εκδώσει 7 ποιητικές συλλογές: “Ίχνη' (1985), “Πήλινα Πρόσωπα' (1992), “Νοητή Γραμμή' (2005), “Θίνες' (Ρουμανία 2007), “Ενδόγραμμα' (εκδ. Μαλλιάρης Παιδεία, 2010), “Έδδα' (Ρουμανία 2010), “Ψευδαισθήσεις' (Ρουμανία 2010).
لماذا الشمعة Jizel Abdulmasih
لماذا الشمعة
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كان الصغير كلما كان يدخل الى الكنيسة يوقد شمعة أمام الايقونات وجاء الصغير يسأل أمه لماذا نوقد شمعة أمام الايقونات
فقالت له الام :القديس صاحب الصورة عاش ينير بأعماله مثل الشمعة ويتمجد الله باسمه
وعاش أيضا يبذل ويبذل لذا تجد الشمعة تسيل وتسيل الى آخر نقطة فيها مثل القديسين الشهداء والعجيب أن لون ( الفتيل ) يصير أسودا لكى يضىء نورا نقيا ( فى وسط الظلمة )
أحد مبارك عليكم اصدقائي

MY LITTLE MIND... Seema Devi
MY LITTLE MIND...
If you say falling in love is a folly,
I move to mirth and laugh
Till all directions echo with laughter
I deny, that LOVE which leads to violence
i deny, that LOVE which tries to posses
which leads to blind passion,
Passion is not love, but
LOVE holds passion.
Sex and LOVE both separate;
Yet LOVE holds sex, a holy side of LOVE
Let this pleasurable experience
Not overwhelm the consciousness
Blind from seeing the Apex of creation.
Violence I abhor as part of LOVE
Yet,
I see intricate mingle of violence in CREATION
Every particle in atom too are in violent collusion;
Is it
My little mind is unable to see the secret.
behind this twined truth!

Painting by Gwan Moku..
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