mercoledì 26 luglio 2017

VISITA TUTTO IL MONDO CON L’ITALIA NEL CUORE - Franco Presicci






VISITA TUTTO IL MONDO CON L’ITALIA NEL CUORE
Goffredo Palmerini incontra gli italiani che hanno dovuto lasciare il loro paese, raccoglie storie e le racconta con stile amabile nei suoi libri. Il più recente sta riscuotendo consensi ovunque, anche oltre confine.

di Franco Presicci *



MILANO - Ogni capitolo un incontro, un viaggio, un evento, una scoperta…I libri di Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, sono sempre ricchi di fatti. Li va a cercare dappertutto: a Boston, a New York, in Romania, in Friuli…, dovunque un nostro migrante abbia dimostrato il proprio talento. E nei luoghi in cui venga celebrata la propria terra: l’Abruzzo. Immagino che abbia sempre pronta una valigia. Al Westchester Cultural Center della Grande Mela sono o stanno per essere esposte le eccellenze del Molise e dell’Abruzzo: arte, cultura, gastronomia, tradizioni, artigianato…? Ci va per fare cronaca e commenti con il suo linguaggio limpido, attraente, con sincerità e senza enfasi, senza ridondanze. A “Casa Abruzzo”, in via Fiori Chiari a Milano, in zona Brera, si parla di Perdonanza e del messaggio universale di Celestino V? Goffredo ascolta, annota, medita e poi scrive pagine esaurienti. In questi giorni da One Group Edizioni è uscita la sua opera più recente: “L’Italia nel cuore” (sottotitolo: “Sensazioni, emozioni, racconti di viaggio”).


Un libro che si legge con molto piacere; che ti prende per mano e ti conduce in paesi vicini e lontani, dandoti l’impressione di occupare un posto fra il pubblico in una manifestazione artistica; in una cerimonia per la consegna di una medaglia; in una grande serata newyorchese dedicata al teatro italiano; o di assistere a un’intervista dell’autore ad un poeta, ad un capitano d’industria, ad un uomo politico... Ci sono anche pagine sulle invasioni che i forestierismi compiono nella nostra lingua: offese contro la bellezza, l’armonia di espressioni spesso onomatopeiche. Si dice “cult” per indicare ciò che, per esempio nell’agone artistico, riscuote uno speciale apprezzamento; “movida” per vita notturna; “training” per allenamento sportivo; “tour operator” per organizzatore di viaggio; “tout court”, “location”… Anche l’uomo comune usa “management” per le funzioni relative alla conduzione di una struttura aziendale. E’ “chic”. Oddio, non è meglio elegante? No, bisogna distinguersi. Il provincialismo incalza.

E pensare che i nostri connazionali all’estero – rileva Palmerini, che li conosce bene – difendono con tenacia, convinzione e passione l’idioma della madre patria, cercano di tenerlo vivo anche perché è un legame indissolubile con il luogo d’origine. Questa meditazione è scaturita da una rappresentazione teatrale promossa a Firenze dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con la Compagnia Le Seggiole. Testo, “Sao ko kelle terre” (l’inizio della Carta di Capua del 960), di Marcello Lazzerini, giornalista Rai e scrittore, Una domanda era d’obbligo, e Goffredo al commediografo l’ha fatta: il motivo di quel titolo dato allo spettacolo? “E’ il certificato di nascita della nostra lingua, sancito in un atto giuridico, il Placito Capuano, in cui la frase è riportata per la prima volta non in latino ma in volgare…”. Idea splendida, realizzata con supporto di immagini, filmati, esecuzioni musicali e l’interpretazione di brani tra i più notevoli della letteratura italiana. Un purista come Goffredo Palmerini non poteva lasciarsi sfuggire l’avvenimento. Come non si è lasciato sfuggire il convegno dedicato al ricordo di due donne abruzzesi straordinarie: Maria Federici e Filomena Delli Castelli, componenti dell’Assemblea Costituente e poi della Camera dei Deputati.


“Affacciano sulla Constitution Avenue a Washington i due edifici della National Gallery of Art. Il più antico inaugurato nel 1941, fu progettato dall’architetto americano John Russell Pope. Conosciuto come il Palazzo Federale, ha ingressi su ognuno dei quattro lati, mentre la facciata principale è stata modellata con una rotonda a colonne, a guisa del Pantheon. Ha l’aspetto d’un grande complesso neoclassico, imponente, raffinato nel suo rivestimento in marmo rosa del Tennessee. Il progettista ha dato molta importanza alla luce naturale…”. E’ in questo edificio che, nel 1936, Andrew Mellon, banchiere, uomo politico, già ambasciatore in Gran Bretagna, volle istituire la National Gallery of Art con la propria straordinaria collezione d’arte. Palmerini non si limita a descrivere l’aspetto architettonico e la storia di questo capolavoro e dell’altro ad esso collegato, ma racconta puntualmente l’attività che vi si svolge, tra cui la messa in scena, il 25 gennaio scorso, di uno eccezionale evento letterario, artistico, musicale attorno a uno degli episodi più drammatici della “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso. Più d’uno i capitoli che ne “L’Italia nel cuore” danno notizie del teatro italiano a New York e in altre zone del mondo.


Naturalmente Palmerini rende omaggio a Mario Fratti, che, trapiantato nella Grande Mela dal ’63, ha dominato come autore i palcoscenici più famosi nel mondo. Il suo “Nine”, “tra i più affermati ‘musical’ di Broadway e vincitore di 30 premi internazionali, è in scena in Brasile con una nuova produzione artistica diretta Charles Moeller e Claudio Bothelo, per la regia di Paulo Nogueira”. Il 24 novembre del ’14, Fratti è tornato all’Aquila, dove è nato, e nell’aula magna dell’Università, presso la facoltà di Scienze Umane, è stata letta e commentata la sua raccolta di poesie giovanili, “Volti”. Goffredo dunque è anche un cronista scrupoloso, preciso, attento al dettaglio. Toccanti le pagine sulla croce di Lampedusa. “Portatela ovunque”, aveva detto Papa Francesco benedicendola il 9 aprile dell’anno scorso in piazza San Pietro. E la Croce ha fatto il giro d’Italia, con tappa a L’Aquila, per prendere poi la via per Squinzano, nel Leccese. Un viaggio per sensibilizzare la gente all’accoglienza di chi fugge dalla fame, dall’orrore della guerra. Un “forte segno di testimonianza spirituale, di armonia tra fedi e culture diverse, di solidarietà umana…”. Ce n’è bisogno. La cecità va diffondendosi; il cinismo alza sempre più i toni.

L’Italia nel cuore” è un libro interessantissimo. Popolato di personaggi che danno o hanno dato lustro al nostro Paese. Non solo all’Abruzzo. Tra questi, Dan Fante, deceduto a 71 anni a Los Angeles il 23 novembre 2015. Secondogenito del grande John, era scrittore, drammaturgo, poeta consacrato. Dan amava profondamente l’Italia, soprattutto la sua regione. Più volte tornò a Torricella Peligna, per partecipare al Festival letterario dedicato al padre, i cui libri in Italia sono pubblicati da Einaudi. Dan era amico di Goffredo. Si conobbero a Los Angeles nel gennaio del 2005. “Ero andato con una delegazione guidata dal sindaco della mia città per una serie di incontri istituzionali e di iniziative culturali…”. All’estero Goffredo Palmerini viene ricevuto da direttori di giornali, governanti, intellettuali e anche da semplici immigrati, di cui raccoglie sconfitte e conquiste. A Little Italy, dove è di casa, una folla entusiasta assistette alla presentazione del suo libro “L’Italia dei sogni”.

Il console generale d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Scognamiglio (dal 2015 ambasciatore in Kuwait), gli ha rilasciato una lunga intervista; e sempre a Buenos Aires Goffredo ha incontrato il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Mazza. I dialoghi li ritroviamo in questo libro, che è presentato da Luisa Prayer, concertista internazionale (esibizioni in Austria, Polonia, Germania, Olanda, Stati Uniti, Giappone…); e da Carla Rosati, già docente di lingua e cultura italiana all’Università per stranieri di Perugia. ”L’Italia nel cuore” è stata già protagonista in diverse sedi, ricevendo consensi unanimi. Nato nel ’48 a L’Aquila, di cui per anni è stato amministratore, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, Goffredo Palmerini segue le comunità italiane all’estero da molti anni. La sua attività pubblicistica è intensa. Ricordiamo “Le radici e le ali”; “L’Aquila nel mondo”; “Oltre Confine”; “L’altra Italia”; “Abruzzo gran riserva”; “L’Italia dei sogni”. E’ inoltre un eminente studioso di emigrazione e fa parte, anche come autore, del comitato scientifico internazionale del Dizionario enciclopedico delle Migrazioni italiane nel mondo. Dal 2015 è coordinatore dell’Osservatore regionale dell’emigrazione della Regione Abruzzo.

*giornalista e scrittore








Franco Presicci, giornalista e scrittore, è nato nel 1933 a Taranto. Milanese d’adozione, ha lavorato per un’intera carriera come cronista di nera al quotidiano “Il Giorno” di Milano. Giornalista professionista, Presicci è un’istituzione tra i cronisti della cronaca nera milanese. Ha attraversato tutte le stagioni della criminalità, dai tempi dei sequestri e delle bische, fino al terrorismo e alla mafia. Tra gli altri riconoscimenti, nel 2016 gli è stato tributato il Premio alla carriera dal Gruppo cronisti lombardi “per una vita al servizio dell’informazione e del giornalismo”.

domenica 25 giugno 2017

The Enchantment of Calabria Goffredo Palmerini



En Route from Matera

Rocca Imperiale 


Crotone's Castle


Siberi's Archeological Park
An ancient village crowning a hill, Rocca Imperiale was founded around the year 1000 and, because of its proximity to the sea, fortified by Emperor Frederick II, the Duke of Swabia


The Tavole Palatine - Palatine Tables - in Metaponto (Calabria)

Policoro, picturesque beach resort situated just 3 kilometres from the Ionian sea, just down from Metaponto

Save for the first golden rays of sunshine over the “Sassi,” most of the ravine is still covered in darkness as we wave goodbye to the marvels of Matera.
The route to the other side of the ravine is long and abounds in caves and Rupestrian churches carved out of the rock side. The churches are from different epochs, the majority of which date back to the Late Medieval Period, and the most interesting house Byzantine frescoes and sculptures. The churches stand as a testament to the significant, centuries-old presence of Byzantine and Benedictine monks who devoted their lives to prayer and contemplation in this evocative, rock-and-shrub strewn wilderness overlooking the ravine. Each merits an extensive visit to fully appreciate its rough beauty, but we can only make so many stops en route to Calabria. 
Our first is to Cristo la Selva, a church with a Romanic façade and square floor plan. Inside this enchanting space you’ll find frescoes of Saints John and Joseph, and a magnificent, wrought iron candelabrum. Next up is a group of grottoes occupying four different tiers linked by a network of white stone stairs and tunnels. Amid this group is San Nicola all’Ofra, a little church consisting of a single- nave chapel with a seashell niche and a fresco depicting the Madonna and Child. As we climb down toward Montescaglioso, we’ll make another stop at the Cripta della Scaletta. The view and setting here are breathtaking. The leafy plants and shrubs add to the landscape’s splendor and signal to us that we’re close to Murgia. The little rock-hewn temple has a stone wall dividing the presbytery from an area reserved for worshippers. 
Back on the road, we make a windy descent toward Bradano. Here, the river coils through rushes and vegetation, which, at the start of spring, is nearly bursting with deep greens. In the distance, an eastern sun dapples the blue and turquoise Ionian Sea. Prior to Metaponto, we’ll turn onto the Ionic highway that carries us to Calabria, but not before we pay a visit to Policoro, where, in the 7th century B.C, Heraclea was founded. One of the most vibrant of the Greek colonies, it extended from the Gulf of Taranto along the entire Ionian coastline of Calabria and on into Sicily, forming the area that would become known as Magna Grecia. From the archaeological ruins, we can discern an orthogonal urban plan, an acropolis where the Policoro Castle now stands, and sanctuaries dedicated to Demeter and Dionysus. The precious, open-air archaeological digs at the Siritide Museum provide proof of the wealth and refinement of the area’s ancient inhabitants, thanks to the influence of the Achaean civilization. 
The journey continues. A mix of salt air and eucalyptus drift up from the sea on our left. On our right, the large lush plain, once marshland, is getting ready to produce delicious fruit and vegetables bound for markets in Italy and half Europe. On the horizon, the mountainous profile of Pollino, with its crags and narrow gorges carved into its side by flowing water, slopes down toward the sea.  
Entering Calabria
We’ve arrived in Calabria. Those looking to escape the crowds are in for a real treat. In fact, we immediately come upon Rocca Imperiale, an ancient village crowning a hill. The village was founded around the year 1000 and, because of its proximity to the sea, fortified by Emperor Frederick II, the Duke of Swabia. Magnificent views can be had from its uniform houses, which are reached by a series of built-in steps that run all the way up the hill to the Castle, a Frederick-era construction resembling Lagospele and Lucera. Magna Grecia’s lushest strip of land often fell victim to the armies of Pyrrhus, Hannibal, the Goths, and Spartacus’ gladiators when they revolted against Rome. Now this countryside produces tasty lemons and other quality biological products.   
We proceed at a good clip, past rolling hills scored by gullies rising up to forest-covered mountains. Below us, the green of the sea gives way to rows of cacti, which in the summer turn yellow and red, and produce delicious fruit. More villages dot the hills, more towns the marina. On one hill sits the Swabian Castle of Amendolara.  Further on, Trebisacce anticipates the Sibari Plain. There’s Cassano al Ionio, a scenic city with ancient roots that stretch back to the Neolithic Period. Neolithic ceramics and utensils were found in the karstic caves of Sant’Angelo. Here, in 720 B.C., the Achaeans founded Sibari. The colony flourished for two centuries until being destroyed by armies led by the famous Greek athlete Milo of Croton. Under the Romans, Cassano became Municipium. Then came a series of conquests at the hands of the Lombards, Normans, Swabians, Anjous, and Aragonese. In the decades spanning the year 1000, it was sacked several times by the Saracens. 
But let’s return to ancient Sibari for a moment. The port of the Greco-Roman city was the primary stopover in the West for merchants from Mileto selling precious goods from Asia. Sibari was famous for the wealth of its land and the refinement of its citizens. After its destruction at the hands of the Crotons in 510 B.C., Pericles ordered that the Hellenic city Thurii be built over Sibari’s ruins. Three centuries later, it became a Roman colony named Copia. Today the ruins of Sibari’s ancient city are visible at a large site where archaeologists discovered baths, a temple, a theater, and the remains of Thurii. Invaluable relics are kept in the Sibaritide Archaeological Museum.   
History and Beauty
We set off once more on the arterial road that brushes up against the sea. The intense offshore colors of the Ionian turn to pearl nearer the golden shore. The water’s transparent. There’s a pleasant vibe. The small towns along the coast are modestly built and un-invasive as we draw closer to the turnoff for Corigliano Calabro. That city sits prominently on a hilltop. Its origins are probably Arabic, dating back two centuries before the year 1000. After the Norman conquest led by Robert Guiscard, the year 1073 saw the construction of the castle and church of St. Peter. The rest of the city developed around them. Corigliano was the fief of the Sangineto family, then the Sanseverino family. You can visit its beautiful churches—St. Peter’s Collegiate Church, the Carmelite Church of SS. Annunziata, the Church of San Antonio, and the church of Santa Maria di Costantinopoli, which houses an amazing 17th c. crucifix by Umile Pintorno. The mother church, Santa Maria Maggiore, was built in the 10th century and contains remarkable engraved wooden furniture and a 17th century painting attributed to Cesare Fracanzano. Also of note are the churches of Santa Anna and San Francesco di Paolo. The Castello Ducale is superb too.      
Not 15 miles on is Rossano Calabro, another magnificent city and home to a Diocesan Museum containing the Rossano Gospels, recognized by UNESCO as one of the oldest illuminated manuscripts in the world. This ancient city (c. 1100 B.C.) became a colony of Magna Grecia and a Roman outpost when Emperor Hadrian ordered the construction of a port that could hold 300 ships. For five centuries, until 1050, the city thrived under the Byzantines both economically and culturally, and it was able to ward off invasions from barbarians, Lombards, and Saracens. Thanks to its treasure trove of Byzantine art, the city earned the nickname “Ravenna of the South.” The delicate purplish parchment of the Rossano Gospels contains 188 illuminated pages written in admirably miniature Greek characters in gold and silver ink. It dates back 14 centuries. One of the codex’s scenes (the resurrection of Lazarus) resembles one of Giotto’s frescoes in the Scrovegni Chapel in Padua, as well as a fresco by Beato Angelico in Florence’s San Marco convent. The codex is an extraordinarily beautiful work. Behind Rossano, you can see the spur of Sila up above, a wide mountainous plateau that, along with Pollino and Aspromonte, forms the Apennine spine of Calabria.  
From Rossano we make our way toward Crotone. Halfway to Crotone is Cirò Marina, a beautiful city on the ancient site of the colony of Krimisa. Nearby, around Punta Alice, are the remains of a temple to Apollo. A popular beach resort known for its pristine waters and quality service industry, Cirò also earned a reputation for a wine of the same name made from Gaglioppo grapes, and a citrus fruit known as “Calabrian clementines.” The other wines in the area are Il Greco and Il Savuto. There are numerous monuments to visit in pretty Cirò Marina. 
Crotone and its Vicinity
Another 25 miles and we arrive in Crotone, the capital city of the province that has a population of 63,000 inhabitants. A former colony of Magna Graecia known as Kroton, the city is famous for its wealth, Pythagoras, and the school of metaphysics. The imposing castle, situated on a promontory over the ancient acropolis, and the 16th century fortifications erected by the viceroy of Naples Pedro da Toledo to defend again Turkish invasions, surround the mazelike old city facing the massive port. (Crotone is, in fact, the largest industrial center in Calabria.) The cathedral is definitely worth a visit, as are the castle housing the civic museum, and the archaeological museum, which has artifacts from Capo Colonna and the area around ancient Kroton. In Capo Colonna you can tour the remains of the Hera Licinia sanctuary (the base and column of a Doric temple are still standing). Grave goods, money, terracotta votives and other artifacts are on display in the archaeological museum. The coastal terrace from Capo Colonna to Capo Rizzuto is stunning: steep and rugged cliffs, bursts of Mediterranean scrub, little white sand beaches, and a sea that vaunts a variety of colors, from deep blue to emerald green, and a stupendous seabed of flora and fauna. This tract of coast has been declared a protected area by Capo Rizzuto and preserves an important environmental legacy. There are several well-established tourist facilities in the area. The coastal terrace runs all the way to Le Castella, an islet with a small Aragonese castle that now functions as a welcome center. Our journey ends (for now) in this enchanting place.
* Writer and journalist Goffredo Palmerini continues his fascinating journey through the beauty of Italy.

En Route from Matera
* Writer and journalist Goffredo Palmerini continues his fascinating journey through the beauty of Italy.
The Ionian coast of Calabria—those looking to escape the crowds are in for a real treat. Less developed than the Tyrrhenian side of the region, this coast offers plenty of archaeological sites, enchanting natural beauty, and gorgeous food and wine.
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En Route from Matera

sabato 24 giugno 2017

Drops like dew from sky - Sadashivan Nair



Drops like dew from sky,
Fall tip tip slowly,
Lands on ground;
Tipsy odour of petrichor,
Stimulates ambiance sexy;
Tiny plants rise above,
The shells cracking open;
Seek fresh moist and bloom;
Breeze flows in tinge,
Cool magical music,
As if saying,
"Feel my touch, if you can";
Entire ambiance turns on;
Stimulates my soul
In dark cloudy nights;

 L'immagine può contenere: spazio all'aperto